Dieci uomini e donne,
dieci percorsi di vita diversi,
molti di questi passati attraverso la malattia mentale, un unico sogno:
attraversare l’Atlantico che presto sarà davanti a noi,
ma anche l’oceano che è dentro ognuno di noi.
I dieci compongono la strana ciurma di "Margaux", una barca a vela che il 10 di novembre è salpata da Cadice, in Spagna, per raggiungere le isole Caraibiche dopo aver navigato per circa 4.300 miglia marine.
Tra di loro 4-5 utenti del Servizio di salute mentale di Trento affetti da disagio psichico; uno psichiatra;
uno o due genitori passati attraverso l’esperienza della malattia mentale vissuta dai loro cari;
due skipper professionisti;
un documentarista.
"Oceano dentro" è un’impresa che non ha nulla di sportivo, ma ha tutto di umano.
A bordo non ci saranno "matti" o "normali", medici o skipper, marinai o montanari.
Tutti saranno chiamati a fare di tutto: stare al timone, aiutare nelle manovre di vela, cucinare, pescare, pulire il ponte.
Tutti saranno immersi nella vastità dell’oceano,
soli su una barca lunga pochi metri,
in balia delle forze del vento.
Il progetto "Oceano dentro" nasce da quella che è ormai una consolidata collaborazione sorta tra Servizio di salute mentale di Trento e Base Italia onlus.
L’esperienza in mare non è che la riproposizione del "fare assieme", una filosofia di approccio alla malattia mentale, sviluppata con particolare successo a Trento, che vede ogni persona – familiare, utente o operatore sanitario – portatore di competenze specifiche che, messe in comune, rappresentano una formidabile arma contro la malattia mentale e contro lo stigma.
I benefici di questo approccio sono stati particolarmente evidenti tra chi aveva aderito alle crociere in barca a vela: "Tutti i partecipanti – ha scritto il primario del Servizio di salute mentale, Renzo De Stefani, nella relazione sull’attività svolta nel 2005 – sono persone in carico al Servizio da anni e che presentano problematiche importanti, anche se tra loro diversificate. I risultati sono stati assolutamente positivi e del tutto superiori alle aspettative che come operatori ci eravamo fatti".
E’ proprio la battaglia - mai vinta neppure a 30 anni dalle legge Basaglia che abolì i manicomi - contro lo stigma, la diffidenza, l’emarginazione uno degli obiettivi di questo progetto. Per questo a bordo di "Margaux" salirà anche un regista con l’obiettivo di girare un documentario su questo "folle viaggio" lungo le rotte percorse cinquecento anni fa da Cristoforo Colombo, all’epoca considerato anche lui un po’ pazzo, eppure capace di cambiare la storia dell’umanità .