“E' stata una giornata di grande importanza -ha detto il dottor Vito D'Anza, coordinatore del DSM, che ha segnato una svolta nel percorso formativo del nostro dipartimento: per la prima volta 'l'oggetto' storico della psichiatria, la malattia mentale, non solo diventa persona ma parla e racconta, con grande lucidità e forti emozioni, l'esperienza diretta di sofferenza rivendicando anche diritti fondamentali come la cura, le buone pratiche, il lavoro, la casa e la socialità. Ed inoltre -ha proseguito il medico- attraverso queste testimonianze dirette è possibile fornire risposte di cura che tengano in debito conto storie personali, idee, culture, desideri, motivazioni, sentimenti, contribuendo a migliorare il percorso terapeutico: riuscire a coinvolgere le persone nei programmi di cura è infatti il primo atto autenticamente terapeutico”.
Fonte: www.usl3.toscana.it