Finché ci sarà un ragazzino che corre libero dietro un pallone,
lo spirito della Pallastrada avrà vinto comunque.
Questo antico e particolare sport clandestino ha regole molto speciali.
Il campo di gioco può essere di qualsiasi materiale a eccezione dell'erba morbida,
deve avere almeno una parte in ghiaia e almeno un ostacolo (per esempio un albero o un macigno o una pozzanghera fangosa).
Può essere una piazza, un cantiere o uno spazio ricoperto da sassi.
Le porte sono delimitate da due pietre, o barattoli, o indumenti,
la traversa è immaginaria e corrisponde all'altezza a cui il portiere riesce a sputare.
Sono ammessi spintoni, calci e il portiere può restringere la porta, l’importante è non farsi scoprire!
La pallastrada è, in breve, il gioco del pallone praticato dai bambini dovunque sia possibile,
calciando una palla, un barattolo o un pezzo di legno,
dove le regole possono cambiare ogni volta, a seconda delle necessità .
Il Pallastrada è una manifestazione , durante la quale
una strada o una piazza è attrezzata per ospitare una partita di uno sport a sorpresa (scelto fra calcetto, basket, pallavolo, pallamano o altro),
oltre a tutta una serie di divertimenti e svaghi (musica, giochi da tavola, etc.).
La partita, per ogni serata, è unica ed ininterrotta.
I giocatori, ammessi senza limiti di età , sesso e specie animale, si danno il cambio per permettere a tutti di partecipare.
Unica ed indiscutibile autorità è il "Gran Bastardo" che stabilisce insindacabilmente le regole, se le re-inventa, le cambia e le applica.
Il gioco, un tempo diffusissimo, è ormai praticato da uno zoccolo duro che si esibisce in zone di periferia o in paesi che resistono alla modernità ,
anche se si segnalano avvistamenti di giocatori di pallastrada multirazziali in città non propriamente note per tolleranza.
Nonostante le difficoltà sopra indicate, il Campionato Mondiale di Pallastrada si disputa regolarmente ogni quattro anni
“È ammesso che il portiere restringa la porta, se non si fa scoprire, e che parimenti l’attaccante avversario la allarghiâ€.
Da Bennilogia, l'antologia di Benni.