CAROVANA ITINERANTE

Siamo la voce degli ultimi della terra, della salute mentale targata Milano e dintorni, ma i primi o fra i primi nei sentimenti.
martedì, 13 marzo 2007

Cristicchi fa discutere su RETE 180

"Simone Cristicchi è nato nel 1977. Era l’anno in cui esplodeva la creatività delle radio libere.
Quando Simone aveva un anno, nel 1978, prima un referendum popolare, e poi la legge di riforma sanitaria pretesero la chiusura dei manicomi. 
Oggi Simone Cristicchi è un giovane cantante che coglie il successo a Sanremo, vince tra il pubblico, tra i giurati e per la critica.
Col suo lavoro, con il libro, il video, e il nuovo CD si dimostra sensibile al fascino dei matti e li celebra, prima a teatro ed ora, con Sanremo : teatralmente. 
In un centro d’igiene mentale ha imparato l’arte di ascoltare e modi altri di comunicare.
Visitando un manicomio, quasi del tutto abbandonato, ha compreso che lì, dove i matti vivevano rinchiusi, c’era uno “Stato” a parte.

 Caro Simone, ora, dopo Sanremo, sei diventato ambasciatore dei matti, e di chi con loro vive, sia presso i giovani, che come te, non c’erano e che hanno un grande, grandissimo bisogno di conoscenza, che presso il grande pubblico nazionalpopolare.
 Trovo di grande significato che ai giovani parli di matti un giovane, così come è importante per noi di rete 180 far sentire la voce di chi sente le voci.
Chi allora viveva nei manicomi o ha partecipato alla chiusura di quelle istituzioni totali ed alla apertura dei centri di salute mentale, ha bisogno, ora come allora, di interpreti che traducano in forme semplici, dirette, ascoltabili le emozioni che si provano nel vedere rinascere persone che nel manicomio vegetavano.
 

Caro Simone la tua canzone va diritta contro il pregiudizio che fa sì che della malattia mentale non si parli, non si sappia, non si veda.
 
SEDIA VUOTA Però ….. c’è un però.
Mi riferisco alla sedia gialla.
Nella tua storia la sedia serve ad Antonio per spiccare il volo, forse come sembra ai più per suicidarsi, forse come direbbe Jovannotti per il desiderio di volare.
 Però …. c’è un però.
Proprio quella sedia può divenire un formidabile strumento di cura.
Basaglia ci si sarebbe seduto, ovunque la trovasse : nella casa del matto, per strada, al bar o nell’ospedale ed avrebbe cominciato a fare quello che tu hai scoperto nel Centro d’igiene mentale. Avrebbe cominciato ad ascoltare, a cercare modi altri di comunicare. Perché da una sedia, dall’ascolto comincia la cura.  
Caro Simone, oggi abbiamo bisogno di far sapere che la malattia mentale si può curare, che si può guarire e che perciò non ha senso tenerla nascosta : nella propria mente, nel diario,  nella famiglia, in casa.
 La cura è Antonio che, da quella sedia, scrive a Margherita; la cura siamo noi che apriamo la sedia, ci sediamo ed ascoltiamo.
Vorrei, caro Simone, che tu ti facessi ambasciatore dell’ottimismo con cui oggi possiamo guardare alla malattia mentale ed alla sua cura.
Perché a volte una sedia fa la differenza.

E con te possiamo dire abbiamo vinto."
                                                                                  
                                                                                    
 L'editoriale di Giovanni Rossi

Ascolta a quest'indirizzo... l'intervista a Simone Cristicchi



inserito da GI0VANNA alle 08:00 | link | commenti (16)
categorie: politica, testimonianze, società

Commenti
#1   13 Marzo 2007 - 14:51
 
La canzone ed in generale tutto il lavoro di Cristicchi sulla malattia mentale è meritorio e meritevole. Dispiace solo che di questo gravissimo stato patologico della mente umana si parli ora in dipendenza di quella che resta una canzonetta e come, invece, il semplice fatto che migliaia di famiglie sono lasciate sole contro le psicopatie o le degenerzioni del cervello negli anziani non scuota più di tanto le coscienze e le idee.
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#2   13 Marzo 2007 - 19:10
 
Cara Giovanna, leggo con attenzione cio' che riporti. Certo, la scena della sedia non lascia spazio a altre interpretazioni ma la canzone parla di una vita in manicomio, in Italia i manicomi non esistono più. Parla di una storia di anni ed anni fa. Non parla al presente come quando credo l'arap si sia indignata per la frase E' MALATTIA MENTALE E NON ESISTE CURA citata nel testo ma perche'? Allora secondo te, al tempo dei manicomi quei trattamenti potevano chiamarsi curativi? Io capisco il desiderio che si faccia ambasciatore dell'ottimismo... pero' secondo me questo cantautore ha fatto con una canzone qualcosa che ne le politiche sociali ne le istituzioni sono riuscite a fare anche se sappiamo tutti che si tratta di un momento. Ma permettimi Giovi, di chiunque siano le tue parole, anche le tue, io mi dico: a questo punto, RIPETO: A QUESTO PUNTO, MA CI DOBBIAMO ANCORA AGGRAPPARE AD UN CANTANTE PER PARLARE DI BUONA EDUCAZIONE ALLA SALUTE MENTALE? DI CHIAREZZA IN MERITO ALLA MALATTIA? DI SALVEZZA? DI OTTIMISMO? DI STIGMA? Mi dispiace ma chiedere dopo una canzone ora vatti a fare pure ambasciatore dell'ottimismo... e gli psichiatri dove sono? Che ci pensino loro. Gli strumenti e carne al fuoco ora c'è: bisogna usare risorse, mezzi e tempi giusti: non fare che tutto cada nel dimenticatoio nelle prossime canzoni in classifica ;) scusa la polemica.
COMUNQUE LA SEDIA E' FONDAMENTALE!!! LO E' STATA ANCHE PER ME: COSI' COME IO MI SONO PRESA LE MIE RESPONSABILITA' CON ME STESSA SE LE PRENDEANO ANCHE LE ISTITUZIONI E NON RIMANDINO UN MESSAGGIO IMPORTANTE A UNA CANZONE... NON SI E' DIO.
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#3   14 Marzo 2007 - 00:17
 
A Cristicchi il grande merito di aver fatto aprlare di malattia mentale: argomento tanto desueto e scomodo, se non per titoli di giornali strillati, nei casi di stragi ed omocidi.

Non chiedetemi come, ma io ancora non ho sentito quella canzone. Le parole riportate qua sopra sono copiate dall'editoriale di Rete 180. Si tratta di una discussione "interna", Sogno, che nulla vuole togliere al prestigio del cantante e del suo testo. Dalla lettura di quelle parole, diversi utenti di quella redazione, non si sono riconosciuti in una definizione di "matto che puzza", "matto da manicomio" che non esiste più,
o di una "sedia" come unica via per uscire dal circuito psichiatrico.
Sono "sofismi", come vedi,
da non trascurare però. Perchè le parole hanno sempre un grande peso
e generano giudizi
e, come ben sai,
pregiudizi.
In realtà la redazione plaude al lavoro di Cristicchi e conclude, infatti, dicendo che "tutti hanno vinto" con quel cantante
perchè, finalmente, s'è parlato di loro.

Io l'ho voluta riportare come voce "dall'interno"
un po' fuori dal coro.
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#4   14 Marzo 2007 - 13:11
 
Io ho fatto l'errore di aver scritto senza aver ascoltato
1) l'intervista
2) le repliche alla canzone sul sito di RETE180 dei cui ragazzi ho parlato tempo fa anche sul mio blog.
Mi rendo conto di essere stata precipitosa, e che non posso esprimere col mio punto di vista la voce di tutti: ognuno ha il suo parere. Posso pero' dire che esistono ancora dure realta' E NON VOLEVO DIFFENDERE CRISTICCHI, se voglio fargli i complimenti da fan so dove andare :), era un discorso legato esclusivamente alla piccola polemica.
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#5   14 Marzo 2007 - 13:21
 
Grazie per il bellissimo commento lasciato al post della cara amica Giolili e complimenti per il tuo bellissimo blog.

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#6   15 Marzo 2007 - 10:40
 
Capisco la Legge Basaglia, capisco il non voler rinchiudere i "matti"... Però radunarli tutti in Parlamento, neanche mi sembra il modo giusto :P

Cristicchi è bravo, ma usa sempre la stessa base "Studentessa universitaria, triste e solitaria..." :)
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#7   15 Marzo 2007 - 11:00
 
Pienamente d'accordo.
Bisognerebbe, finalmente, sedersi ed ascoltare.
E magari, prima... togliersi i tappi dalle orecchie.
Perché purtroppo, molta gente, non l'ha ancora fatto.
Au revoir.

Sinceramente e teatralmente.
R.M.N.
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#8   15 Marzo 2007 - 13:52
 
Olà Giovanna da quanto tempo non ci si vede?
Ischia ti aspetta! Realmente aspetta anche me.
La canzone di Cristicchi anche se non l'ho sentita deve far riflettere molto; perchè oggi si sa ancora poco di malattie mentali. Solo chi viene convolto in prima causa, familiari e amici possono capire la sofferenza psichica.
Grazie al lavoro svolto dal c.p.s. tramite educatori come te la sofferenza può essere lenita.
Son passato di qua e allora auguri per il tuo blog.

CIAOOOOOOOOO!

GIANCARLO
utente anonimo

#9   15 Marzo 2007 - 18:40
 
cara Giovi, oggi, sentendo qualche ricordo dei miei amici che hanno partecipato al LUNGO VIAGGIO DI MARCO CAVALLO ho fatto un post sulla sua storia... se ti fa piacere vieni a sostenermi, di questo ho bisogno...di essere sostenuta :P e anche di una penna rossa anche sul commento, non ho problemi se ho copincollato notizie errate. ciao e grazie della pazienza!!!!
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#10   15 Marzo 2007 - 23:39
 
Cristicchi in TV ha spiegato il significato di quella sedia sul palco di Sanremo.
: Su quella sedia si sono seduti centinaia di ammalati, nella mia ricerca di due anni sul disagio mentale.

Quindi è come se virtualmente me li fossi portati con me a cantare a
teatro !!

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#11   22 Marzo 2007 - 18:51
 
Questa battaglia, va vinta ogni giorno... la battaglia contro l'indifferenza, è una delle più dure da vincere.
Perché non finisce mai.
Buona serata.
Au revoir.

Sinceramente e teatralmente.
R.M.N.
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#12   26 Marzo 2007 - 11:21
 
Giancarlo, ti saluto da qua, finchè non ti decide ad aprire un tuo blog!!
Infinite grazie per questo tuo gradito passaggio.
In quanto ad Ischia, che dire? BEI TEMPI!!
Ma dì un po'... sei obbligato a scrivere tutti quei complimenti o vieni pagato profumatamente?!??????
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#13   26 Marzo 2007 - 11:36
 
Grande cristicchi, piace a tutti come le favole, ai piccini per la melodia e ai grandi per le riflessioni che ispira.
Ascoltiamo aiutiamoci e così non rimarrà solo la fiaba ... grazie gigi
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#14   25 Gennaio 2008 - 10:58
 
e se la malattia mentale fosse un prodotto sociale con un preciso inizio?
Cristicchi lo sa?
Ambasciatore dei matti ma cos'è normale?
C'è un'ampia letteratura nell'ambito della critica alla psichiatria...si dovrebbe leggere...o forse ciò spaventa...?!
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#15   25 Gennaio 2008 - 11:34
 
no, figurati: parliamone...
Giovanna
utente anonimo

#16   08 Aprile 2008 - 16:40
 
Non riconosco in Cristicchi un ambasciatore dei matti o di chi comunque soffre di un disagio psichico come il sottoscritto, così come i leaders afromericani dei diritti civili negli anni 60 non riconoscevano ambasciatori della loro causa che non vivessero come loro lo stesso disagio, la stessa discriminazione
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente holden1972

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